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“Bene il Decreto Salute, ma investiamo più risorse in prevenzione”

Simona Arletti, presidente della Rete Italiana Città Sane, commenta positivamente la spiccata attenzione agli stili di vita e all’alimentazione del decreto che sarà discusso il prossimo venerdì in Consiglio dei Ministri

 

“Il contenuto dei 27 articoli del Decreto sulla Salute del Ministro Balduzzi non può che essere condiviso per la grande attenzione riservata ai sani stili di vita e all’alimentazione. Bisogna però fare attenzione al reddito disponibile delle famiglie e valutare attentamente l’introduzione di nuove tasse, soprattutto in un momento di crisi come questo” commenta Simona Arletti, presidente della Rete Italiana Città Sane OMS. “La buona alimentazione come punto di partenza per la prevenzione e un corretto stile di vita è uno dei punti fermi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Pertanto, l’idea di tassare superalcolici e le bevande gassate con alto contenuto di zuccheri non può che essere sostenuta. Se però per i superalcolici non vediamo controindicazioni ci chiediamo se in questo periodo in cui nuove tasse graveranno sul reddito disponibile delle famiglie non sia più corretto affiancare a quest’operazione, ad esempio, un alleggerimento della pressione fiscale sui cibi più sani come frutta, verdura, cereali e legumi. A questo proposito l’intervento di Coldiretti che propone di aumentare la percentuale di frutta contenuta nelle bevande in commercio mi sembra corretto. Ricordo, però, rispetto alle proposte dello scorso aprile che è sparita la limitazione del contenuto di sale nei prodotti confezionati e che non è più chiaro a cosa siano destinate le maggiori entrate previste. Quattro mesi fa si parlava di destinarle alla ricerca e all’educazione alimentare, adesso si parla di finanziare l’adeguamento dei livelli essenziali di assistenza.

Per continuare, speriamo proprio che per l’attività fisica non sia necessaria la visita specialistica come scritto in un primo momento e poi smentito. Ribadiamo che ogni spesa in più per le famiglie comporta una riduzione di quei consumi non ritenuti essenziali come l’abbonamento in piscina o in palestra. Un consiglio potrebbe essere quello di valutare l’attività fisica come un vero e proprio trattamento sanitario per la prevenzione delle principali malattie degenerative che sono tutt’ora la prima causa di mortalità. Con tutti gli sgravi fiscali e le agevolazioni del caso, i cittadini sarebbero incentivati alla frequentazione degli impianti sportivi e si ridurrebbe l’incidenza di malattie cardiovascolari e metaboliche.

Ottimo l’intervento per il riconoscimento delle ludopatie come vere e proprie malattie e la regolamentazione della distribuzione delle sale da gioco sul territorio cittadino.

Per concludere, appoggiamo la proposta del Ministro Balduzzi, ma chiediamo che sia analizzato l’effetto che una nuova tassa potrà avere sui redditi familiari e che, sommata alle altre, non vorremmo finisse per disincentivare i consumi familiari anche in altri ambiti come quello dell’attività fisica”.

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