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“Smog e tumore ai polmoni. Urgono azioni concertate su larga scala per salvaguardare la salute dei cittadini”

Simona Arletti, presidente della Rete Italiana Città Sane, commenta i dati usciti sulle riviste “Environmental health perspectives” e su “The Lancet” che connettono tabagismo e inquinamento dell’aria alla mortalità, ripresi da diversi quotidiani nazionali.

 

“Il contenuto degli studi scientifici usciti in questi giorni a cui la stampa nazionale sta dando ampio spazio per quanto riguarda la correlazione tra smog e tumori, ci conferma che gli inquinanti nell’aria delle città sono un importante fattore di rischio per la salute. Dai giornalisti è stata, però, sottovalutata la conferma dei danni provocati dal tabagismo e su cui non bisogna mai distogliere l’attenzione. Perché rimane confermato che il fumo è il primo e più importante fattore di rischio con un’incidenza assai più alta rispetto a quella registrata dagli effetti dello smog” commenta Simona Arletti, Presidente della Rete Italiana Città Sane OMS.

I dati si riferiscono all'esito della maxiricerca condotta su 300mila persone (di età compresa fra i 43 e i 73 anni) di 9 paesi europei, seguite per tredici anni di fila: la presenza delle polveri sottili tossiche nell'aria delle città fa aumentare il rischio di cancro al polmone. Per l'Italia sono stati monitorati cittadini di Torino, Varese e Roma e la situazione è risultata tra le peggiori d'Europa. Si tratta della vera prima conferma della stretta relazione fra inquinamento atmosferico e tumori del polmone che rappresenta la prima causa di morte nei Paesi industrializzati (31.051 nuovi casi in Italia nel 2010). La ricerca mostra che più alta è la concentrazione di inquinanti nell'aria maggiore è il rischio di sviluppare un tumore al polmone. Nella ricerca  è stato misurato in particolare l'inquinamento dovuto alle polveri sottili tossiche presenti nell'aria (particolato Pm 10 e Pm 2,5) dovute in gran parte alle emissioni di motori a scoppio, impianti di riscaldamento, attività industriali: si è arrivati alla conclusione che per ogni incremento di 10 microgrammi di Pm 10 per metro cubo presenti nell'aria, il rischio di tumore al polmone aumenta di circa il 22%; percentuale sale al 51% per una particolare tipologia di tumore, l'adenocarcinoma, l'unico tumore che si sviluppa in un significativo numero di non fumatori.  Le attuali normative della Comunità europea in vigore dal 2010 stabiliscono che il particolato presente nell'aria deve mantenersi al di sotto dei 40 microgrammi per metro cubo per i Pm 10 e al di sotto dei 20 microgrammi per i Pm 2,5 ma, secondo gli esiti dello studio, anche rimanendo al di sotto di questi limiti, non si esclude del tutto il rischio di tumore al polmone.

“L’inquinamento dell’aria è divenuto ormai un fattore di rischio accertato. Ma per questo tipo di problematica occorre lavorare in modo sinergico con tutte le città del paese su obiettivi comuni e ben precisi: diminuendo il numero di veicoli che utilizzano il diesel come combustibile, limitando la velocità dei veicoli nelle tratte urbane (l’emissione di inquinanti aumenta all’aumentare della velocità) e, più in generale, intervenendo sulle politiche di mobilità e trasporti in un’ottica più sostenibile e presentando modelli alternativi all’utilizzo dell’auto, che siano convenienti in termini di costi e tempi, oltre che in linea con la coscienza ecologica”. Continua Simona Arletti: “Il 2013 è l'Anno europeo dell'aria: migliorarne la qualità è l'obiettivo delle politiche ambientali di Bruxelles visto che i cittadini europei hanno dichiarato che, tra ciò che li preoccupa di più, ci sono proprio i danni causati dall'inquinamento atmosferico”.

In Italia il 2013 si è aperto con il “Patto di Pavia” nato dal convegno “Mobilità, ambiente e salute nella Pianura Padana” tenutosi a Pavia il 25 gennaio e con il quale si  intende avviare una discussione ampia e approfondita su un tema, la mobilità, che abbia ricadute concrete sia a livello individuale che collettivo. In particolare il patto intende definire un programma sulla mobilità sostenibile e sicura nella Pianura Padana e creare un raccordo tra tutte le realtà dell'area che, pur avendo gli stessi problemi, spesso agiscono in modo non coordinato. “È un buon punto di partenza” conclude Arletti “ma certamente occorre agire non solamente sulla promozione della mobilità sostenibile ma su misure concordate tra Stato e Regioni diffuse che siano immediatamente applicate e abbiano un’ incidenza effettiva per affrontare un problema ormai non più trascurabile come la riduzione della velocità in autostrada, l’applicazione di norme più rigide per i veicoli diesel e il sostegno al trasporto pubblico”.

Rimane comunque evidente negli studi che il rischio di contrarre un cancro al polmone associato all’inquinamento dell’aria è estremamente inferiore a quello di ammalarsi di tumore a causa della abitudine al fumo” continua Simona Arletti “e in questo si confermano le stime dell’OMS di qualche anno fa secondo cui il tabagismo causa 5,1 milioni di morti all’anno e il 71% dei tumori al polmone nel mondo, mentre l’inquinamento atmosferico causerebbe 1,2 milioni di morti   e l’8% dei tumori al polmone nello stesso anno”

“Occorre, quindi, continuare a lavorare primariamente sulle campagne di sensibilizzazione sui stani stili di vita e di lotta al tabagismo, che rimangono una delle priorità del programma Ministeriale “Guadagnare Salute”. Inoltre anche un’azione normativa di forte impatto può essere efficace: uno studio pubblicato dal Bollettino mensile dell'Organizzazione mondiale della Sanità pochi giorni fa (2 Luglio 2013), dimostra che le politiche focalizzate sull’aumento della tassazione sul tabacco, per contrastare l’abitudine al fumo, risultano particolarmente efficaci nell’evitare milioni di morti. Lo studio ha analizzato le politiche di 41 paesi - giudicati più virtuosi nella lotta al fumo - tra cui l'Italia e ha calcolato gli effetti della messa in pratica di tali politiche: il risultato è stato che tra il 2007 e il 2010 il numero di fumatori è sceso di 14 milioni di unità, con più di 7,4 milioni di morti evitate finora. Il numero maggiore di vite salvate spetta proprio all'aumento delle tasse (3,5 milioni), seguito da leggi che proibiscono il fumo in luoghi pubblici (2,5 milioni) e dai messaggi sui pacchetti (700mila). In aggiunta alle morti evitate, le politiche di controllo del tabacco portano altri benefici per la salute, come le minori complicazioni in gravidanza relative al fumo delle mamme, e la ridotta perdita di produttività per malattie legate al fumo”.

Leggi gli articoli:

Environmental health perspectives

The Lancet

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